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Ink Exchange - Melissa Marr 3.5Sono un po' combattuta sul voto: come in Wicked Lovely, l'inizio era molto promettente e la fine mi è piaciuta moltissimo, però la parte centrale non mi ha sempre tenuta concentrata. Questa serie non si sta rivelando affatto come mi aspettavo quando ho letto per la prima volta la sinossi, e posso dire che ha superato di gran lunga le mie aspettative. Sinceramente credevo che mi sarei trovata di fronte all'ennesima saga superficiale piena di personaggi idioti, e invece...Ink Exchange è uno YA inusuale: dark, pieno di riferimenti a droghe, sesso e violenze, argomenti tabù nella maggior parte dei libri che rientrano in questo genere, e questo è sicuramente un punto a suo favore.Se c'è una cosa che apprezzo della Marr è proprio questa sua tendenza ad allontanarsi dai luoghi comuni di quasi tutti gli altri Urban Fantasy per ragazzi, per concludere sempre con una fine in qualche modo inaspettata, ma sicuramente giusta.L'aspetto migliore di questo libro è il personaggio di Leslie, che mi è da subito piaciuta molto più di Aislinn. Si tratta di una ragazza danneggiata, che conduce una vita difficile, ma non per questo è innocente o senza colpe: come dirà lei stessa, le situazioni in cui si trova dipendono anche dalle sue scelte. La storia inizia con la sua ricerca di un modo per riappropriarsi del suo corpo, attraverso un tatuaggio, e si concluderà con la conquista di quella agognata libertà. Sul serio, ma quanto è stata bella quella fine? Vedere finalmente una protagonista che non sembra sempre essere appena scesa dal suo unicorno, in grado di prendere delle decisioni importanti e di capire quali sono le sue priorità, senza farsi abbagliare da qualche ragazzo luccicante?Anche gli altri personaggi con il passare delle pagine hanno saputo conquistarmi: sia Niall, con la sua ribellione, che Irial con i suoi giochi di potere, ma che alla fine ha dimostrato tutta la sua umanità.Non si tratta però di un libro privo di difetti: lo stile a volte risulta confuso, per i vari cambi di punti di vista anche all'interno dello stesso paragrafo. Inoltre, io sono totalmente a favore dell'introspettività, perchè senza di questa i libri sarebbero essenzialmente vuoti, ma ho trovato che in alcuni casi la Marr esagerasse un po' troppo, ripetendosi all'infinito. Spesso poi vengono menzionate varie cose che potrebbero essere meglio sviluppate, come i vari tipi di fata e gli intrighi di corte.Da un certo punto di vista, Ink Exchange è stato migliore di Wicked Lovely, forse proprio perchè più maturo; il motivo per cui ho arrotondato a tre stelle è più un problema mio, e dipende appunto dal fatto che la parte centrale non mi è sembrata proprio scorrevolissima.E' comunque una saga che continua a lasciarmi curiosità di leggere i seguiti e che ha tutte le potenzialità per diventare ancora di più. Almeno lo spero :)